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Archivio Settembre 2005

Forse tra un attimo

30 Settembre 2005 37 commenti


Notte umida. Carnale, è il suo solcare l?aria; dietro i suoi scrosci si gonfia in una spuma di luci, diradandosi, perdono le distanze dalla fonte, poi, si ricongiungono in frammenti, ricomponendosi in quello specchio affacciato sul tacere delle bocche e sul frangersi dei nostri corpi, uno dentro l?altro. Tanti pezzi, tante storie, sogni?sogni che s?addosano sulla schiena tua nuda, squartata dalla voluttà della veglia. Intensa?come un sogno che arriva, forse fra un attimo…

Forse tra un attimo (Emidio Clementi – El Muniria)
Non fra cent?anni
non in mezzo alla gente
non fra le sue braccia
non nelle promesse da ubriaco
non in questa droga che scalda.

Non nelle facce di un altro
non nella circostanza
non nell?adorata solitudine
non su ali d?amore
non nei ricordi
non in quello che credevi.

Non nella noia? non nella noia.

Non nelle facce di vittoria
non nella fortuna che aspetti
non nella verità nascosta.

Forse tra un attimo, proprio qui, accanto a te!

Stasera Ratti

30 Settembre 2005 1 commento


Signore e signori, bambini e meno giovani. Stasera si balla!
30 Settembre 2005 ore 21:30 Ratti della Sabina nella mia ridente(e che gran risata che è) cittadina Tor Lupara. Perciò, chiunque si trovi a passare, a vivere, a vagabondare per la capitale e dintorni è pregato, dirigendosi verso Roma nord, di vedere, ascoltare, ballare, emozinarsi con i fuochi musicali del gruppo folk romano per eccellenza: Ratti della Sabina.
Io ci sarò! Voi?

Polemica

29 Settembre 2005 13 commenti


Ora

Questo è un post inutile, quasi un’omonimia del titolo e tanto inutile da far invidia a quella degli omini tiscali (tra l’altro persevero nel mio odio se non addirittura lo maggioro). Una combriccola di fannulloni.Contiunuo nel manifestare il mio disgusto per la qualità del loro lavoro…comunque!

Ancora,ancora! cosa vogliono dire “…”? una pausa? da questa riga precisamente incomincero a centellinare i puntini di sospensione, che come dice la parolina, “sospensione” appunto, non vgliono dire una minchia. La comprensione di ciò che desidero dire è semplice; per esempio se li si usasse, per cosi dire, nel linguaggio orale, l’interlocutore che capirebbe, una minchia o perlomeno percepirebbe una parte del proprio pensiero per poi adattarlo e tradurlo nei suoi pensieri; questo acquisirebbe un senso del tutto esterno al concetto principale. Perciò se nello scrivere si può riflettere, e questo è sacrosanto, allora qual’è il motivo per il quale un/a tipo/a decide di lasciarli lì, così soli soletti, senza trovargli delle radici più esplicite e dunque trovare il modo di spiegarli; forse è che essere poco chiari, prima con se stessi, può essere la cosa più vantaggiosa per le nostre fatiche mentali? Godiamo nel non interndere cosa dice la nostra testa? mah!

Questi ed altri dilemmi al grande ma “Piccolo cinema Onirico

(Papparapaparapaparaparapappà?)

Benvenuti al piccolo cinema onirico
Prima di dormire ad un passo dal risveglio
Puoi vedere cose che trovi soli lì
È uno spazio grande poco più dell?universo
E se non ci sei, riprova lunedì
Benvenuti al piccolo cinema onirico
Una balena bianca e un sottomarino nero
Un palazzo d?ossa bianche
Dentro una bambina piange
Benvenuti al piccolo cinema onirico
Benvenuti al piccolo cinema onirico

Una parola e un uragano stringo fra le labbra
Una salamandra mi cammina sulla faccia

Benvenuti al piccolo cinema onirico
Ad un passo dal risveglio, poco prima di dormire
Un gigante ha gli occhi tondi
E mi prende per la mano
Fino al bordo del cratere
Per vedere la città
Apre oggi il piccolo cinema onirico

Una parola e un uragano stringo fra le labbra
Una salamandra mi cammina sulla faccia

Benvenuti al piccolo cinema onirico
Benvenuti al piccolo cinema onirico
Benvenuti al piccolo cinema onirico
Apre oggi il piccolo cinema onirico
Benvenuti al piccolo cinema onirico
Benvenuti al piccolo cinema onirico
Benvenuti al piccolo cinema onirico
Benvenuti al piccolo cinema onirico
Benvenuti al piccolo cinema onirico

Questo è banale! Adelasia non ha senso, solo per il fatto che la sua utilità sta nel pesare la propia stupidita su una pagina bianca, non credi?

…comunque…Sempre i soliti ragazzi morti

Macchie e capelli

28 Settembre 2005 3 commenti


Sono entrato, varcando la soglia dei pensieri. Ho atteso lo scuotersi della luce solamente per dare senso al mio viso mentre la peluria, rada come azioni, s?inpasta con schizzi di sole sempre meno caldi, e forse pietosi quanto la porta che sta proprio dietro violenza.
Aspetta! Un cenno a dimostrazione di un inchino che d?ossequioso mastica ben poco: una bambina che odora il cibo davanti la tavola, realizza come la sua bocca non riesce a percepirne i gusti, che sballo! Quando non sai che è il tuo corpo quello che muore, quando avrai altri nomi e nuovi numeri desidererai il modo di perderli di nuovo!

Liberamente ispirato da un testo di Emidio Clementi, o almeno in piccole dosi!

Stanze

27 Settembre 2005 1 commento


Amare dopo l?amore. Succhiare dopo esser stato succhiato; incarnarsi nei suoi pori, nel suo volto, nei suoi sapori. Il suo corpo; carezzarne la pelle per udirne i brividi, rincorrere con il palmo della mano le linee morbide. Ora, stese su lenzuola ricamate nel piacere, ora inarcate verso la vita sfumata in ogni centimetro e in ogni brunitura che urla il suo delirio di essere calcata nella forma, disegnarla, modellandola a favore del vento che tutto può, nascendo lì, propio dalle labbra rosee finendo nel bacio che non sento ma avverto nell?aria e nei suoi sentori stesi su di noi, strato dopo strato in cui il mio imbarazzo si è gia perso lasciando spazio a quelli infocati delle nostre preparazioni; poi, via via, si slanciano verso odori più fluidi dove noi, immersi, riusciamo ancora a respirare lasciando tutti gl?altri perire nelle loro ignoranza sulla normalità delle cose.
Noi siamo normali? Eccezionali e fuori dalle regole? No, mia Venere! Noi siamo noi?e dimmi, cosa vuol dire la parola noi? Avrebbe lo stesso significato senza il nostro letto, senza le nostre risa, senza il nostro destino, senza neanche quel cielo che ci nasconde e ci ripara dal pianto?perché dimmi: non hai mai pensato di piangere? ?ora?
Ed intanto, medito se tutti questi pensieri ti colpiscono distraendoti dalla tua realtà, che ora,mentre ti bacio la schiena, ho quasi voglia di estirpare alle tua ossa con tutte le figure e suoi timori?e poi ancora fame di saziarmi delle tue carni, strapparle e vedere se anche tu possiedi quelle ali che sembri calzare in un tempo sempre più somigliante ai bordi di questa stanza dove scivolano sogni e facce crocefisse su pezzi di carta.

Fortunello

27 Settembre 2005 2 commenti


Se fossi più simpatico sarei meno antipatico
Se fossi più antipatico sarei meno simpatico
Se fossi più simpatico sarei meno antipatico
Se fossi più antipatico sarei meno simpatico

Sono un tipo estetico, asmatico,
Sintetico, linfatico, cosmetico
Amo la Bibbia, la Libia, la fibbia
Delle scarpine delle donnine carine, cretine
Sono un uom grazioso e bello
Sono un fortunello
Sono un uomo ardito e sano
Sono un aeroplano
Sono un uomo assai terribile
Sono un dirigibile
Sono un uomo e vado al culmine
Sono un parafulmine
E gira e fai la ruota
Di come sono idiota
E gira e fai la ruota
Di come sono idiota

Se fossi più simpatico sarei meno antipatico
Se fossi più antipatico sarei meno simpatico
Se fossi più antipatico sarei meno simpatico
Se fossi più simpatico sarei meno antipatico

Se fossi più simpatico sarei meno antipatico
Se fossi più antipatico sarei meno simpatico
Se fossi più antipatico sarei meno simpatico
Se fossi più simpatico sarei meno antipatico

Sono un uom grazioso e bello
Sono un fortunello
Sono un uom che poco vale
Sono neutrale
Sono un uomo eccezionale
Sono il figlio naturale
Sono l?uom della riserva
Sono il figlio della serva
Se fossi una ciociara
La venderei più cara
Se fossi una contessa
Vi mostrerei la cosa
Ma poiché non sono niente
Sono un respingente
Sono l?uomo d?Istanbul
Sono un Paraful
Sono un uomo della Lega
E chi se ne stropiccia
Sono un dei più cretini
Sono Petrolini
E gira e fai la ruota
Di come sono idiota

Se fossi più simpatico sarei meno antipatico
Se fossi più antipatico sarei meno simpatico
Se fossi più antipatico sarei meno simpatico
Se fossi più simpatico sarei meno antipatico

Se fossi più simpatico sarei meno antipatico
Se fossi più antipatico sarei meno simpatico
Se fossi più antipatico sarei meno simpatico
Se fossi più simpatico sarei meno antipatico

(Tre Allegri Ragazzi Morti)

Parte Prima

26 Settembre 2005 1 commento

Notte produtiva!!
Tra le le tre e le quattro di notte, sono riuscito a mettere in piedi, aiutato almeno stavolta dall’insonnia, il primo pezzo del mio progetto.
Adesso sono curioso di sapere cosa succederà: sarà condiviso, raccoglierà la sua congregazione di scrittori. Tutti sentori di niente perchè ho la vaga impressione che per il momento sarò l’unico artefice di questa storia; forse è un poco difficile riunire persone differenti nel raccontare cio che è in testa di più persone ed in modo differente..vedremo. Comunque…penso tuttora, dopo averlo riletto, che sia un pò troppo…pastoso! Per la crescita narrativa sono sempre ben accetti suggerimenti, consigli d’ogni genere, parole e parolacce offensive…insomma tutto cio che permette di pensare e di migliorare.
Chiunque voglia continuare il racconto da me stilato in prima parte può contattarmi oppure iscriversi direttamente dal blog su splinder, cosi da potergli dare la possibilità di postare da Prefazione

La borsa

23 Settembre 2005 10 commenti


Ieri sera mi è stato recriminato di non mostrare abbastanza me alle persone che generalmente non influenzano, in qualche modo, la mia vita,?ma questi sono altri discorsi.

Cominciamo allora, tanto per stuzzicare le persone curiose, cioè quelle che secondo un mia personalissima ideologia, hanno quasi il diritto d?aver l?appellativo ?essere in vita?.

Apriamo apriamo, soffermandoci, sul colore verde ?abbondante? e su un buchino che è stato trasferito, se così si vuol dire, dalla tappezzeria d?un alfa guidata da Marro(Mauro): è stata una grande salvata, quella di far cadere una cicca sulla mia borsa invece che sui sedili?.
Cominciamo, esaminando le taschine davanti: quella di destra. Bottone che sigilla le mie chiacchiere(sempre poche) sul telefono a sfondo verde, quasi come quelli della Microsoft, un po come trascinare il mio interlocutore tra le parole dette/scritte fra il verde dell?erba d?una vallata. Tranquilla, neutra, mancante di quelle iniezioni di falsità che rendono i discorsi caduchi in una risacca di inutilità. Le parole nella ?tecnologia? vengono accompagniate da un cerchio che
“attrae”, ma solo quello che gli pare a lui: una calamita tonda, bianca che esercita il suo lavoro solo sulle auto, quando voglio giocare e fare un po? il bambino, mettendomi lì, un poco distante dalle auto e tirarlo per vedere quanto sono bravo e trovare soddisfazione nelle parole, immancabili di Lullu(Lucio) ?Che cretino!?; parole mai tanto cariche d?affetto quanto una carezza in volto.
Ok ok, si procede ancora?.Chiudo il bottone, sempre nella parte destra, della giustizia, chi ha disegnato la sacca c?ha messo una compagna, ma solo per accompagnare la prima buca con zip; questa non può vivere senza il portasigarette che la riempie nella sua minutezza. L?aggeggino di metallo con delle pulsazioni di arterie blu e oro, è un tipo scontroso, fantasiosio ma a volte si deve arrendere alla compagnia d?una vita più reale, buoni pasto (?mm mangiare), badge e poi il segnalarsi del ritorno a casa: chiavi della mia opel blue e tante tante chiavi che neanch?io so i proprietari.

Altra tasca, la sinistra, la parte, quella più istintiva e a volte meno imparziale. Allora, vediamo:?due pacchetti di fazzoletti, uno finito, mentre l?altro ancora non abbandonato all?irrimediabile tristezza d?un cassonetto; poi preservativi, sesso sicuro, sempre! Poi sono anche colorati, neanche una festa di carnevale ha così tante tinte; tanta allegria che però non dimentica i momenti di dolore, ed ecco che saltan fuori una scatoletta sterile di antidolorifici: non si sa mai!…una penna..Oddio! son spuntati fuori un paio di orecchini che dovevo regalare..nooo mi sono scordato di darglieli, minchia, touche! Stasera ?stasera.

Ed adesso e il turno di guardare la grande bocca, un po? come da dentista ?Su apri bene la bocca che non ti faccio male!?, non so voi, ma per me, il dolore, rappresenta la reincarnazione dell?insopportabilità degli eventi a cui si è impotenti. La zip parte dal lato dove, una volta, c?era l?occhio di Allah, regalatomi da un tizio al Gran Bazar di Istanbul, (in realtà rappresenta l?occhio di satana, similmente ha la stessa figura folcloristica di un gufo in casa, oppure del vecchio ferro di cavallo che può essere artefice di TANTO DOLORE). Vabbuò, aprendo la simpatica zip, che gia è un po? che attende d?esser schiusa, viene a mostrarsi una scatoletta per i miei occhiali(purtroppo il lavoro mi sta pian piano stuprando gli occhi), due piccoli raccoglitori di foto(non amo le foto sparse dappertutto, le foto e i ricordi in generale vanno visionati solo quando si è in certi stati, se non lo si fa li si può infettare con tante cazzate, o almeno è quello che provo ).
Vediamo, un libro col segnalibro in mezzo, vuol dire che lo si sta leggendo, ed un secondo senza(è stato programmato in una futura lettura), un altro paio di penne, il mio blocchetto del Celio, quanto tempo che non scrivo più su carta, assiduamente intendo, scribacchiare è un?altra cosa.
E poi l?utilità: apribottiglie, ombrello, carine, sigarette, i fiori per metterli nei cannoni?mmm?mi sembra che basti. Solitamente questo è il suo contenuto, a volte anche il mio?perciò cosa ho descritto me o la borsa?

Basta leggere!chi non è curioso non è padrone di questa stupida abilità.

Io Raskol’nikov

22 Settembre 2005 6 commenti


Finito! Peccato.
Cosa se ne può dire. Delitto e gastigo è un romanzo che respira nei suoi dialoghi, ancor prima di essere un romanzo “costruito”; che poi di pre-progettato non so quanto ci possa essere visto che, in origine, nacque come romanzo a puntate di per se, dunque, dettato da regole, come quelle editoriali, inclini alla discontinuità, per esempio.
Ieri sera, inoltre, non essendo soddisfatto, quasi come(ma in realtà è proprio cosi) se ci fossi rimasto per essere arrivato già all’ultima pagina, mi sono immerso nella postfazione, incredibile, dettata dalla testa di Pasolini. Lui va a scovare quegli angoli bui, scandagliando il sottofondo psicologico, analizzando i risvolti emozionali come causa non come conseguenza. Dopo quella decina di pagine, messe lì, come se facessero parte integrante del libro stesso, mi son posto una domanda, quanto c’è di autobiografico in questo libro? Troppo continuo, troppo preciso per essere stato creato ancor prima dello scrivere, della stesura vera e propria. Comunque basta…altro tra poco comincero “L’amore” di M.Duras.

Foto d’altri mondi

21 Settembre 2005 3 commenti


Superfluo disegnare nouvamente con le parole quel qualcosa che nasce da luci diverse, mentre il viso le riflette, provenienti da quel sole che acceca nuovi occhi…suoi sono i colori che pestano vie al di fuori della bellezza, sovrana d’altere sensazione