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Archivio Ottobre 2005

No-sense

31 Ottobre 2005 3 commenti


Un gesto di follia ha già preso vita fra le dita, scorrendo nelle insenature rosate delle unghie andandosi a gettare, poi, sul pavimento dei pensieri, che ormai morti, giacciono quasi a formare la sagoma posticcia del mio parlare.
Urla, dolore che il sole mi sbatte in faccia, additandomi colpevole d?una laconica uccisione nel cruento frastuono della mente, abbeveratasi nel lascivo scorrere delle azioni.

Si parte

31 Ottobre 2005 Commenti chiusi


Dicono che fa paura che è un ragazzo morto
Che la chimica del suo cervello ha regole tutte sue
Dicono che quello che dice non è poi male
Ma che sarebbe meglio se continuasse a cantare
Dicono che è un tipo strano che non ha fatto altro
Che seguire l?istinto, che seguire il cuore
Dicono che è un tipo fuori e non ritornerà più
La sua vita parla da sola, la sua faccia di più

Si parte, si parte
Allegre ragazze si parte
Si parte, si parte
Allegre ragazze si parte

Si parte e non si torna più
Ci vuole così poco
Si parte e non si torna più
Il mio cervello è andato a fuoco!

Dicono che le ragazze lo capiscono di più
E che hanno altri limiti
Dicono che è un tipo strano, lo incontri per strada
Un giro ti saluta due volte no
Dicono che fa paura che è un ragazzo morto
Che la chimica del suo cervello ha regole tutte sue
Dicono che è un tipo fuori e non ritornerà più
La sua vita parla da sola, la sua faccia di più

Si parte, si parte
Allegre ragazze si parte
Si parte, si parte
Allegre ragazze si parte

Si parte e non si torna più
Ci vuole così poco
Si parte e non si torna più
Il mio cervello è andato a fuoco!

(Tre Allegri Ragazzi Morti)

…pensiero stupendo…

26 Ottobre 2005 2 commenti


Come continua la canzone -naturalamente quella interpretata insieme ai LaCrus-, séguita anche quello che succedera nel post, un “poco strisciando”.
Pausa o proseguio? entrambe: mi prenderò una “pausa di riflessione” dalla scrittura, da me detta, pensata, costruita come il miglior amante dello stile. Continuero, comunque, a riempire qua e là l’inutile con una fermentazione vivacemente statica. Come il miglior vino insomma!

L’equilibrista

25 Ottobre 2005 4 commenti


Fuochi accese e desideri
Scarabocchi i miei pensieri e
Pungente ostinazione
Peso in fretta le mie mani
Guanti che non calzano mai
Come li avevo ieri
Ora fino a quando?
In equilibrio su una fune
Camminare a passi lenti
Ora arrivo in fondo
E non so cosa dire
E provo un po? a tossire però
Mai silenzio Mai?
?Se c?è un fine ?
Prova un po? a capire
Vivere e morire resterò
Qui sospeso e tutto ciò che so
È schivare il vento
Che gli occhi della folla soffiano attendendo di vedere
L?ultimo spettacolo di un goffo giocoliere
Che sorride sempre, sorride sempre ,sorride sempre
Gli ultimi due passi e un salto!
Mai silenzio Mai?
L?equilibrista gioca con la gravità dei sogni che ha nell?anima
Fai volare in alto tutto e non temer di non saper riprenderlo
Prendi i tuoi misteri e lanciali tra mille torce, illumina
Danzo sulla corda che mi tendi con i tuoi occhi elastici
Mai silenzio
Mai?

(Marta sui Tubi)

La camera del silenzio

25 Ottobre 2005 4 commenti


Nella camera del silenzio il fracasso occupa tutte le pareti. Le maschere sciamaniche vegliano l?altare, ancora una volta improvvisato con piccole stoffe e due pozioni, il cui sentore si avverte aprendo appena uno spiraglio dalla finestra, facendo volar via la coscienza della pelle.
Come sempre tutto viene predisposto per la fuga dal mondo, senza accorgersi che è proprio lui a rimanerne fuori, davanti: la porta chiusa e la chiave ancora da girare.
La musica cammina, a piccoli passi, lungo la camera segnando qua e là nuvole d?alito che, sorde di sguardo, vanno a ricoprire i brandelli di voce che dalla sua bocca vengono dilaniati e sparsi tutt?attorno; come a definire quelle mattonelle, entro le quali, il tempo rimane impotente, lì davanti, a guardarci morso dall?impazienza del contatto.
Tutto il resto è danza, pittura?arte, arte del gioco. Si tira un dato, e si distende a conformarne la figura, aspirando nella fortuna del letto. Ogni cosa rimane impressa, scritta sulle pareti cantori dei suoi occhi abbandonati fra le cavità dei profumi. Se ne potrebbe sfogliare la storia, non appena il tempo continuasse nel perseverare sul suo corso, fluido e tanto trasparente da lasciare traccia viva dell?odore delle sue labbra.
A volte mi ritrovo perso nel silenzio dei segni lungo i bordi di questa stanza.

“voglio la via pi facile
per avere quiete complice

..voglio te dentro me
per farcela..”

(Marlene Kuntz)

Occhi dilatati

24 Ottobre 2005 3 commenti


Troppo stanco per respirare con la bocca d’un altro!

Inizio

24 Ottobre 2005 Commenti chiusi


Lundeì mattina..

Sorella nel grembo

24 Ottobre 2005 1 commento


Così, come il fratello d?un’altra madre, si nutre dal seno del mondo. Lo stesso, dove entrambi poggiano le mani, sempre attenti a non farsi sottrarre quel desiderio; guardano la madre, a volte accasciandosi su di lei, altre eludendo il proprio pensiero.
Parlano, mentre il rosso del martini sul tavolino spoglia del calore una candela che danza sotto le facce, sbattendogli addosso un sorriso e la campana della sua gonna che s?agita nel suo volteggiare, come se movimenti così piccoli andassero, pian piano, a disegnarsi sui loro volti, assumendo di volta in volta caratteristiche diverse, vicine all?effimero del giorno dell?incontro delle palme!
?I desideri, ?la voce del più piccolo è accompagnata dalla rasatura, fiera, quando s?intreccia con la fedina che s?arrampica sull?orecchio- nascono. Ma per prender vita devono incontrarne degli altri.?
Il locale sembra riempirsi, ma tutto ciò che accade, rimane al di fuori del cerchio, sempre più stretto, del tavolo. Tondo, dove c?è sentore di nuovo. Forse per la cera che carezza, riempiendo i vuoti del legno, o forse ancora, per il profumo di shampoo intriso del sapore di quei vicoli, quei particolari sentieri dell?anima che si possono trovare solo nelle passeggiate in un bosco, dove l?odore di more si miscela alla voglia di sole.
?Dove risiede la gioia dei desideri, se non in quella di condividerla. Proprio nello sforzo comune della meta! Non Credi?? Il viaggio è stato buono, la pioggia proficua nel recare l?attesa, in cui i pensieri hanno dato spazio all?immaginazione che scrosciava negl?occhi del viandante e poi, scivolava via, seguendo una fila di alberi. Il cameriere passa. Lascia una ciotola di patatine, croccanti, levandone una svuotata per far largo alle parole. Una dopo l?altra riempiono il silenzio andando a mutare l?imbarazzo del primo martini con gli scricchiolii delle patate fra i denti.
Lei comincia, lanciandosi nel parlar di se stessa: chi è, i suoi interessi, a che ora si sveglia la mattina, se preferisce il latte con il caffé o senza. Finisce un lungo discorso, districatosi fra le dita divertite nel punzecchiare le trame del maglione; a tratti giunge quasi a carezzarsi le orecchie col dorso della mano, mentre il pollice saggia l?altezza del collo della maglia, nera come si presentava all?arrivo. Ora, lentamente, ad ogni parola, crede quasi di cambiar colore. ?Forse sarebbe stato meglio mettere quello rosso, -pensa- o no! O quello a righe??.
Dopo tutto quel dire, solo ora s?accorge di non essersi levata il cappello di lana che, fino ad adesso, era riuscito nel suo intento di tener prigioniera agli occhi la chioma di capelli. Con un ampio gesto, come a scacciar via l?impaccio, si leva il copricapo lasciandosi scivolare addosso i capelli che, a moto d?onde, si spiegano sull?unica ciocca di capelli, rimasta selvaggia nel perlustrare gli occhi ardenti nella curiosità di quel piccolo uomo rimasto lì, a brindare sulle parole di lei. Alla pioggia di capelli, ne segue un?altra meno visibile, ma più loquace delle sue stesse parole, vittime nel non riuscire ad esalare tutto l?odore dei suoi anni.
Lui, spettatore a questo sipario, rimane lì, immobile nel corpo ma non altrettanto nei pensieri come andandosi a gettare nel bicchiere, hanno sete chiedendo un altro sorso ed un?altra parole andando a rinvigorire la sua domanda ?Chi è lei??.

Storia di un pensiero

21 Ottobre 2005 Commenti chiusi


La radio sembra trasmettere sentimenti, come magneti che vibrano nell?aria, attraggono a se il cuore. Poi un sussurro crepa il silenzio, sassate su uno specchio, piccole pezzi che infrango gli occhi; quasi un accenno che richiama il pianto.
Il balzo, quel maledetto salto che penetra l?ascolto, a capofitto nel buio interminabile dei pensieri.
La voce è cattiva, l?ugola dolente dei dispiaceri d?un anima sensibile, ma incapace di capire ciò che vede.
Un canto tanti significati richiamanti altrettante rimembranze:
?Lei è qua, lei è qua come, radioattività
Che mentre c’è da osare,
Uccide lo spettacolo carnale
Cinque pianeti, tutti nel tuo segno
Il fallimento è un grembo e io ti attendo?

Il belo di questa strofa, del suo testo, è proprio nel numero cinque. Poi si eleva nel mio significato: cinque come le dita della mano che carezzano la pelle di un corpo umido, cinque come i sensi che si uniscono concorrendo al piacere, cinque come le stelle che, vicine, fanno sfoggio d?una costellazione piena di luce nel suo mirarla.Sarà veramente così, questa lucubrazine?

Dentro Marilyn (Afterhours)

Lei è qua, falsità come, radioattività
Che mentre c’è da osare
Uccide lo spettacolo carnale
E l’anima brucia più di quanto illumini
Ma è un addestramento mentre attendo

Che io m’accorga che so respirare
Che sei il mio sovversivo
Mio sovversivo amore
Non c’è torto o ragione
E’ il naturale processo di eliminazione

Forse se, forse se, porta ad esitare
Io vengo dall’errore, uno solo
Del tutto inadatto al volo
E anche se vedo il buio, così chiaramente
Io penso la bugia affascinante

E non mi accorgo che so respirare
Che sei il mio sovversivo
Mio sovversivo amore
Non c’è torto o ragione
E’ il naturale processo di eliminazione

Lei è qua, lei è qua come, radioattività
Che mentre c’è da osare,
Uccide lo spettacolo carnale
Cinque pianeti, tutti nel tuo segno
Il fallimento è un grembo e io ti attendo

Mentre ti scordi che puoi respirare

Catturare

21 Ottobre 2005 Commenti chiusi


Immagine, movenze di melodie, sensualità…si la sensualita ha la sua musica!