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Archivio Marzo 2006

Mai fermo!

31 Marzo 2006 1 commento


Pensiero puttana, che cingi
ed incanti la mia fame di realtà.
Pensiero materno, premuroso,
culli i mie vezzi e affolli le mie notti.
Quando hai cominciato ad impregnare le mie sorti?
Quale germe, inoculato, intenta d?infettare le mie visioni!
Il modo più semplice di viziare l?appetire d?aria?

Somebody To Love

30 Marzo 2006 Commenti chiusi


When the truth is found to be lies
and all the joys within you dies
don’t you want somebody to love
don’t you need somebody to love
wouldn’t you love somebody to love
you better find somebody to love

When the garden flowers baby are dead yes
and your mind is full of red
don’t you want somebody to love
don’t you need somebody to love
wouldn’t you love somebody to love
you better find somebody to love

your eyes, I say your eyes may look like his
but in your head baby I’m afraid you don’t know where it is
don’t you want somebody to love
don’t you need somebody to love
wouldn’t you love somebody to love
you better find somebody to love

tears are running ah running down your breast
and your friends baby they treat you like a guest
don’t you want somebody to love
don’t you need somebody to love
wouldn’t you love somebody to love
you better find somebody to love

(Jefferson Airplane)

Venir meno

30 Marzo 2006 Commenti chiusi


Notte.
Maschere nella calca del mare trasteverino. Una marea vociante che ondeggia, che muove le gonne -e gli sguardi rapiti dalle sottane , inebriandoli nell?estasi del tango di luci.
Pian piano, il tremulo scintillio ricama la pelle di questa notte che ha voglia, questa notte che non ha paura d?osare; porge la mano e ti scuote nella sua sardana, che prima t?innamora, poi ti graffia.
Eccola, la vedo dal mio faro, la marea che sale; s?infrange in scogli ciarlieri, con il rapimento della luna. Ognuno si volge per iniettarsi quella luce, come se fosse l?unica cosa possibile a esistere, qui, fra noi?
La discesa dal faro è il precipitare dei miei pensieri: uno schiocco al terreno, l?empito della marea, carnale, nel mio sangue scivola; si divincola, dimenandosi in pensieri, d?amore lieti. L?ameno passaggio, si apre in varco di teste; per penetrare in quel recesso per calli sconosciuti, ed infine ghermire il mantello notturno, concesso fra passanti d?erba, e porte chiuse.
Natiche fredde e marmo piacente. Movimenti condensatisi nell?ebrietà serrata in sorsi di sussulti, parole e occhiate protettrici; verso l?esterno, proiettate fuori da ciò che ci molesta, infettandoci di quella normalità che muore fra le tue gambe, e si scaraventa sulle tue palpebre chiuse, quasi a voler succhiare, trattenendo ciascun minuto, contato sul respiro dei tuoi desideri.
??sicuro che nessuno, qui, può vederci?!?
?Fortunato chi può osservaci semplicemente?[mentre noi siamo costretti a viverne, della fine]!?

Notte è sorella
dell?amore sogno.

Francesca ha gli anni che ha

29 Marzo 2006 Commenti chiusi


Francesca ha gli anni che ha
capisce quello che capisce
capisce che qui non va
e a me mi basta.

Francesca ha gli anni che ha
capisce quello che capisce
capisce che qui non va
e a me mi basta.

Francesca ha gli anni che ha
capisce quello che capisce
capisce che qui non va
e a me mi basta.

Il perche’ del sangue rosso
il perche’ del fumo nero
stare male e’ un desiderio
e un’opportunita’
spegni adesso la tua noia
sopra il dorso della mano
e addormentati serena
davanti alla tv
e poi restare sola
intorno agli occhi della gente
e innamorarsi sempre
di chi non ha capito

Francesca ha gli anni che ha
capisce quello che capisce
capisce che qui non va
e a me mi basta.

Francesca ha gli anni che ha
capisce quello che capisce
capisce che qui non va
e a me mi basta.

Chi l’ha detto che non devi
innamorarti di una foto
di quel fesso che canticchia
la sua liberta’
se la forma del tuo corpo
non coincide con il niente
puoi fare a meno di mangiare
almeno fino a quando puoi
e poi restare sola
intorno agli occhi della gente
e innamorarsi sempre
di chi non ha capito

Francesca ha gli anni che ha
capisce quello che capisce
capisce che qui non va
e a me mi basta.

Francesca ha gli anni che ha
capisce quello che capisce
capisce che qui non va
e a me mi basta

(Tre Allegri Ragazzi Morti)

Ridatemi l’anima!

27 Marzo 2006 Commenti chiusi


La gente non vede, non ascolta. La gente non vuol sapere?
Marja, la comprensione nasce dal conoscere! Ma allora, se non si ha alcun interesse nell?apprendere?
Si dovrebbe lasciar agli altri una bandiera da impugnare, e far si che questi trafiggano il nostro essere; oppure siamo noi, da doverci muovere, e puntare quella maledetta bandiera?
E se l?incomprensione nascesse dall?essere, contrapposto al nostro voler essere, allora cosa sta succedendo? Finiremo per diluirci in questa melma, su cui le persone erigono i loro pulpiti di lucente normalità? Finiremo per scalare quei gradini di banalità, di inosservanza dove le apparenze fanno da verbo corruttivo, vincolato nel coniugarsi in parole, tanto sterili, quanto prolifere?

Quanta gioia l?inettitudine!

La pioggia di una volta

24 Marzo 2006 Commenti chiusi


La pioggia cade, percorre l?aria, ritaglia i pensieri e logora parole; veloce.
Ora, la pioggia, crolla sull?asfalto, graffiato dall?odore delle orme di viandanti, ignari vanno, vengono?si disperdono nella folla; carnaio d?anime senza la consapevolezza, che lì, ora, una coppia s?incontra sotto un concilio d?ombrelli.
E qui si riflette, si scerne vita e le sue spiegazioni, dal giusto, al beffardo respiro di coscienza.
Impura, la pioggia si mischia alle lacrime di quella giovane, seduta nel parco, fradicia; il pianto di oggi, divarica le gambe di una felicità, che domani, comincerà a correre sotto il sole che, dal cielo, bagnerà di verde quel viale?

?Quando, con tutta la tua pelle cominci a desiderare un corpo, non ti resta nient?altro da dire, se non baciare di parole..?

Terapie

22 Marzo 2006 Commenti chiusi


M’illumino di terapie
rimedio sicuro, pura efficienza
tollero bene la
nuova teoria risultato veloce
che mentre cura
ti trasforma, ti trasforma

Aggiungo un’altra medicina
produce leggera dipendenza
m’illumina la terapia
c’è l’effetto immediato che mentre cura
ti trasforma, ti trasforma

è una cosa in più
che seduce languida
se c’è è di troppo
se non c’è ti manca

Il medico sistema la scena
stimola, inibisce, congela
valuta il disturbo all’istante
presume con facilità le tue domande
difese indifese
reagiscono in modo superbo
spostando il problema ogni volta
in un punto diverso

è una cosa in più
che seduce languida
se c’è è di troppo
e non c’è ti manca

(Cristina Donà)

Epiclesi

17 Marzo 2006 2 commenti


Le membra dimorano in sogni di carne.
Un letto, le pareti tinte di sogni, alcune sedie ad ornamento dell?aria. Interpreti nel luogo dei sospiri concitati, delle gambe che tramontano, degli addomi che piangono voluttà, delle persone che piangono desideri. Quelle gocce perderanno l?equilibro, sospese sul filo del silenzio, aggrappate nel sangue fino a procombere fra l?enfasi marzia di caliginose lenzuola, spiegate sul latibolo degli odori, per mano di una notte cieca.
Il sudore segna i corpi in arabeschi che mutano, si trasformano in altre favole di sabbia; come voler predisporci all?acuto zelo nello svelare la traduzione di altre leggende, in cui il mescolarsi della carne, torna a far simbolo di una narrazione cheta, muta, plasmata in tacite volontà.
Ora quella gamba sorge, levandosi sopra la testa, per segno a sua consacrazione; ora, tramonta nuovamente, nel rituale degli sbotti supini?

Fiori e tende damascate

15 Marzo 2006 11 commenti


Spiegheremo questo telo su di un prato fecondo, terra rorida della favole tue in cipria.
I mie discorsi, freschi, scivoleranno sulla proda di quel drappo, spruzzando, in brioso frangersi, le tue labbra; e fra gli alvei del color delle pupille, il sole ricamerà i pizzi di ogni mio sorriso, accigliandole dal torrido vociar sterile del mondo.
Succhierò l?aria, sottile, densa, per enfiare i tuoi polmoni di viva e passionale letizia.
Saprò cogliere fiori, per farne vestito sulla tua pelle ?come mora su sfondo d?un ventre opale, madre che fiorisce in piogge che stillano tinte di una qualunque sera?la sera, il luogo delle tue ciglia di raso

La Pianura

13 Marzo 2006 Commenti chiusi


Anche questa sera sono uscito
Ma non sono uscito da me
Forse avrei bisogno di viaggio diverso
Di un viaggio dentro te
Allora amore mio prepara la pianura, che presto arriverò
Prepara amore i fiori e la pianura
Che fra poco io arriverò
Arriverò da te volando piano
Dritto dentro la tua testa
Forse quello che volevo è il Messico
O altri dieci minuti di limbo
Forse quello che volevo è il Messico
O un fungo azzurro da mangiare in due

Ho preparato uno spuntino per due
Dopo l?amore ci vuole
Ma mi è rimasto un buco, un buco in fondo al cuore
Mi è rimasto un buco al cuore
Allora amore mio prepara la pianura, che presto arriverò
Prepara amore i fiori e la pianura
Che fra poco io arriverò
Arriverò da te volando piano
Dritto dentro la tua testa
Forse quello che volevo è il Messico
O altri dieci minuti di limbo
Forse quello che volevo è il Messico
O un fungo azzurro da mangiare in due

(Tre Allegri Ragazzi Morti)