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Archivio Maggio 2006

Qualcosa sulla vita

31 Maggio 2006 Commenti chiusi


La proprietaria non aveva badato a spese
Avremmo portato via tutto quello che c’era
nel minor tempo possibile
Era una villa di gran lusso
con i balconi in legno
e le ampie vetrate
Siamo partiti dal garage
Abbiamo caricato sul furgone due gommoni forati
dei remi
e una teca
con un pitone imbalsamato
divorato dai parassiti
Abbiamo portato in strada la cucina
gli elettrodomestici
i tavoli
alcuni armadi
Mano a mano che riempivamo il marciapiedi
portavamo via un carico col furgone
In solaio ci siamo fermati a leggere alcune lettere
contenute dentro sacchi di tela
Erano tutte scritte con uno stile molto formale
Avvisavano di arrivi
posti visitati
cambi di programma
C’era sempre un accenno al tempo
Era chiaro
per l’autore
quelle lettere
erano un semplice
dovere
Le abbiamo fatte sparire insieme al resto
Le due passate
Abbiamo preso l’assegno
siamo risaliti sul furgone
Lei ci ha salutati con la mano
Indossava un paio di jeans attillati
e una maglia bianca
La sua nuova pelle splendente
era un richiamo alla vita

(Massimo Volume)

RossoFuoco

30 Maggio 2006 Commenti chiusi


Ardente vespro delle parole, che la notte soffia sul loro calare; nel mentre di queste, s?adagiano fluendo s?un tappeto di colori: il mesto sangue del dì che imporpora i seni delle colline innanzi le mie gote, suffuse nell?infrangervisi di calde aureole pratensi.
Il giorno cede l?anima alla sera, come la vera di uno sposo, concitato di adagiare le sue labbra sul sapor scuro di pelle; a palpebre serrate per saggiarne le sinuosità; mentre l?orizzonte pronube, ne santifica la mescolanza, invocando la protezione divina, uno sguardo a mezz?occhio: gaudente testimone del procelloso fiato che scanserà le vesti inchiavardate del pudore diurno.

Il tempo scorre lungo i bordi

30 Maggio 2006 Commenti chiusi


Perchè questi pensieri?
Non è la solitudine
Non vaghiamo dentro una stazione
E su queste pareti non ci sono date
nè nomi nè cuori incrociati
Sono gli adesivi sulle pareti
E’ il tempo che scorre lungo i bordi
Ascolta
ogni cosa qui dentro aspetta un segnale
Puoi leggerlo nelle linee della mano
o nei tuoi volti passati appesi intorno
Sono gli adesivi sulle pareti
E’ il tempo che scorre lungo i bordi
Siamo io e te appoggiati su queste sedie
io e te su queste sedie
ad aspettare
Poi comicia la polvere

(Massimo Volume)

133 desideri di una lettera

30 Maggio 2006 1 commento


Inginocchiato presso quale altare, dovrò orare l?empimento dell?amore che langue?
Forse sembrerà una preghiera manierata; un fervido piatire, sacrilego del sospingersi liturgico delle lancette ove è contenuto, nello spasmo di ogni loro tremito, quel benedire atto a consacrare quelli venturi, in cui riposeremo, corpo su corpo.

Sarà la pioggia, dolce, ad impetrare quegli occhi che disegnano il filo dell?unione, come lo sposalizio fra le terre disgiunte?
Oppure le tue spalle che mancano del colore della mia bocca, avida del cieco piacere, colante dei sapori da te celati negli scrigni che nutrono chi li prega, ed esacerbano l?infedele che vanagloria millanta?

Aspettando di essere te?ed in te ho un immagine. Tu, sdraiata, adorni di beltà la stanza ed il fruscio mani che ascrive a lode il compiersi dell?amore.

Pondicherry

29 Maggio 2006 Commenti chiusi


Dormi, ti proteggero
da questo hotel dalle insegne spente
da questi passi che si avvicinano, e non giungono mai…

I fuochi d’artificio dominano il cielo,
la pioggia è dolce
ed il tuo corpo è un tempio
dove mi inginocchio e dimentico

Dormi, proteggero i tuoi sogni,
e ogni attimo vissuto insieme.
Proteggero il tuo corpo con il mio.
Ma non posso fare di più!

Ho visto un uomo attraversare la strada
e scomparire in un taxi
“Non alzare gli occhi al cielo”, mi ha detto
“perché stanotte, è la notte
in cui gli dei amano giocare con il nostro destino”
(Massimo Volume)

Delusioni provate: di altre volte?

29 Maggio 2006 Commenti chiusi


Non è facile questo labile canto.
Mi meraviglio, come un narratore, bardo di parole, riesca ad attingere di una vita, null?altro se non stabile, reale.
L?intorno: il perimetro che plaude, soffia compianti; altre, delusioni, di volte provate; provate altre delusioni, di volte!; altre volte di delusioni provate.
?e poi l?anfratto di specchi; mille volte impressa la pelle a riflettere qualcosa di vergognoso: difendersi dalla coscienza.
Finirvi sempre più in giù; in un sublimare di canto; sarto di un flebile sussurrio, che fila la trama di una romanza nel suo delirio dionisiaco insozzando col ruffello l?incipiente fine.

Provate altre delusioni, di volte!

Non sta a me decidere, cosa farne del resto che vive.

Diari di Zero -Impotenza

26 Maggio 2006 Commenti chiusi


-2 Giugno ?03- Fa male rileggere ciò che si è sospeso fra le pagine -benché in tutto ciò ci sia una sorta d?istigazione quasi naturale nell?odorare quel sentore di incompiuto, ogni giorno navigato con vele, ormai lacere, lise col mio pensiero.
Giustappunto ieri mi ero immerso, nel bel mezzo della notte, dal sapore spurio, in una sorta di nuova identificazione nel me bugiardo, quello che scrive pensando di riappropriarsi delle sue condizioni raffinando elaborazioni lambiccate; quello che trafigge il mondo, di considerazioni disacconce pel contesto sociale di questo secolo ?ah!, poter svegliarsi indietro nei secoli?

Ho ridestato i petali di ciò che tale periodo nutriva dell?opinabile comprensione. Ora le pagine appaiono, dalla sconsideratezza, emaciate: accezioni caduche, straccate dalla paura di venir reali.
Pungendo di sguardi, foglio per foglio, i miei appunti, son quasi stato provvisto d?una malinconia laconica che lacera la pelle delle parole, divaricandone i lembi, ed il significato; e scovandovi entro lo stillare, da oziose vene, quel sangue sterile che non porta né alla felicita neppure presso una refrigerante tristezza; bensì in una stasi; un ristagno con l?esistenza riarsa di quel guazzatoio ove l?anima, così animale, suole incontrsi con altre per adacquare il proprio significato.

Stamane, non avendo chiuso occhio, sono sceso, sapendolo mattiniero, da Spillo. Abbiamo suonato, o meglio io ho suonato mentre lui, di malavoglia strimpellava.
Ho composto. Devo trovare solo gli attacchi, ma gia la carcassa della melodia mi piace. Chi sa se non ci si trovi dentro qualche testo succoso.
Staremo a vedere, anzi a sentire?ho voglia di fumare?vado a comprare, speriamo di trovare qualcosa di decente nei paragi ché non ho voglia di struggermi per?

Diari di Zero -Refrattario

25 Maggio 2006 Commenti chiusi


Solo oggi, dopo ben tre settimana d?attesa, Zero si è degnato di spiegarmi, la sua frase che aveva scritto sulla parete, fronte al letto della sua camera, durante uno dei suoi tanti stati di disagio alcolico.

?Mm?Puttana della requie armonia, ora che ci penso, e questo te lo devo dire, questo pensiero ha tutto un significato proprio della sua forma stilistica e letterale.?

?Cosa..??

?Bé, prima di scriverla, erano settimana, che marciava nella mia testa, senza riuscire ad imboccare le mie labbra. Se non ti da noi, dovrei incominciare col spiegarti parola per parola, il significato letterale-simbolico..?

?Spara!?

?Puttana, lo sai cosa vuol dire, ma tralascia il significato puramente carnale, e resta sulla donazione di piacere a pro della riscossione di una utilità, che però non compiace.

Requie. Silenzio, quiete continua, associabile alla musica strumentale in favore di qualcosa che muore, o che sta per morire ?com?è per la leggenda di Mozart?a proposito, la conosci??

?Si, la storia, se non sbaglio narrava, del suo aiutante e rivale ?che tra l?altro era quello che gli scriveva i testi, che però alla scesa di mozart nella corte austriaca fu accantonato?- si dice che gli commissiono quel requiem, che la leggenda narra lui, Mozart, a sua insaputa, stava scrivendo per se stesso..?

?Esatto!Perciò, traduci, nel contesto, come un qualcosa di continuo, quieto, quasi di pace, che però deve raggiungere il suo apice, sia in termini di meta di compiacimento, oltre che di sonno eterno dei sensi, e dunque, nel non voler raggiungerla, se ne ha paura

Armonia. Questa, simile all?altra indica pace quiete, ma per capire questo termine la devi associare ad una stasi idillica.?

?Ok, il senso del tutto?? ?

?L?astrazione su cui si deve operare per capirne il senso, deve convogliare, tramite il significato delle singole parole, nell?unione di ogni loro caratteristica.

Mi spiego: le puttane sono necessarie, come lo sono io per gli altri, perché dono stabilita, armonia appunto; ma questo tradisce la normalità che le persone hanno verso il mondo esterno, e come tale -il tradimento-, deve essere scacciato, come una cosa innaturale, anche se reale e vera, proprio perché è stato, è, e sarà. C?è da dire che alle persone, non piace vivere a lungo accanto l?armonia, per il semplice fatto che la vedono come il raggiungimento della meta ultima, e perciò la morte ?qui entra in scena il nostro requiem-, cercando infine di scacciarla??

Zero Ascolta.
Elettricità
(Santo Niente)
La moglie lo ha sbattuto fuori quando non c l?ha fatta più.
Volte un amico gli presta una rimessa
Che puzza di lubrificante e lui
Si stende sulle reti da pesca infestate dagli scarafaggi
E nel dormiveglia sogna un enorme pesce blu
Che vola via veloce come
Un?astronave lasciando una scia d?argento nell?oceano-cielo.
Ha comprato un?ascia e la tiene nel portabagagli.
- uno di questi giorni – dice -
torno a casa e spacco anche gli armadi.
Non valgono un cazzo, – dice – ma sono miei comunque.
Rimaniamo in silenzio a lungo
E mi accorgo che l?elettricità faun rumore d?acqua.
Di acqua infinitamente piccola e potente.

Dizionario dei Fiori

24 Maggio 2006 Commenti chiusi


Cos?e un brolo, quale soffio vitale esala dal suo frasario fruttato?
Il dizionario, redatto della coniugazione dell?anima mia, glossa, attorno ogni suo singolo intreccio floreale, su ciascuna sinuosità dei petali, quella circonfusa estasi che attornia la testa, che adorna i pensieri protesi alla tua immagine prodigata in benefici e magnificenze di re e sovrano del tuo essere incoronata dal piacere. Oppure l?affinità di un?idilliaca frescura; ti bagna, e poi imperlandomi con la rigogliosità d?un manto d?ombra, che oscilla, si ritrae, imbellendosi su un cercine disciolto, attorno un chiostro di baci fluenti, come latore del messaggio ?letizia? quando questa si muove ostruendo la vista del disagio ed aprendola all?infime gioie di ciò che dev?essere!, se non quelle d?un giardino fatto per le nostre cure, ad entrambi perdizioni salvifiche.

La veste di fiori

23 Maggio 2006 1 commento


Sospirato,… l?anelare i petali; il loro schiudersi nella trama che serba, intatto, il profumo del silenzio come dolci auspici; una beltà pronube di un ultimo abboccamento, gaudente.
Incontro; il cui calpestio nell?anima preserverà tant?aria, quanta ne incendiano due corpi, nella foga manchevoli di respiro, avidi del mutuo soffio; uno sull?altro.
Svenevole sarà far mazzo, vesti in fiore; gettate alla rinfusa dei bambini, che ne colgono le essenze e ve ne spargono il letto, umido di luce e risa, e gaie lacerazioni delle acconciature andate in visibilio sotto il mugghiare d?un torrente di mani, assetate di pelle.

Aspettami con in dosso colori del fiorame che fa brolo delle voluttà.