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Archivio Settembre 2006

A fil di candore

29 Settembre 2006 1 commento


Chi ha detto che gli angeli non debbano aver sesso…forse questo è il cavillo che m’ha schiantato a terra!

Austeritade esecrabile

28 Settembre 2006 Commenti chiusi

Ho in antipatia animalisti dal compassato amore.
Sdegno l?enumerazione degli amori posseduti, delle parole lette, dei chilometri percorsi in una leccata di tempo.
Mi scuotono a noia le romanze giornaliere e la faconda vacuità.
Disprezzo il tessuto che firma la vista con pedestre volgarità.
Biasimo gli sfondi neri; e nello svisare le quadre precipito nei loro contenuti.

alla noia dell’intelligenza

Il sapore dei cardini

27 Settembre 2006 1 commento


Finché labbra baceranno l?aria arida dalla menzogna, ancorerò il pugno alle spine di questa tua vita carezzata come flebile querula di petali .
El cristallino erotismo, nei sapori s?infrangerà toccando l?aspro suolo coi severi afrori.
Colliso il fato, ungerò i cardini!

Ineluttabile

26 Settembre 2006 1 commento


Chili di silenzio per inaugurare un nuovo gioco
(solo agli sguardi è concesso di sperdersi nell’aria)
perché un sospiro può affilare il taglio del rasoio
e di nuove lacerazioni non c’è voglia

Nessuna possibilità di condividere sfiducia
costretti a un’immobilità colpevole

Il buio è un peso, è un imbroglio e brucia come il fuoco
Le cose opache lì intorno si muovono:
detta il ritmo lo smacco di ogni preghiera
e non c’è pace latente da cogliere

Nessuna possibilità di condividere sfiducia
costretti all’immobilità, noi carne esamine e sfinita

Nostri i corpi arresi al gelo dell’apnea!
Patiranno il giro di vite ineluttabile
Chili di silenzio sulla nostra pena
gran regina dell’incubo che verrà

Come girano i colori ed i sapori nella vita vera?
Qui per ora è nero come Angoscia e amaro come Fiele
E lì?

(Marlene Kuntz)

Quante spirito impone la verità!

14 Settembre 2006 2 commenti


Un cantore, fraseggia la sensibilità di tenui epigrammi; e, postillato l?essenza, recitò: ?La caduta di un moscerino in un ciuffo d?erba, può produrre lo stridore più assordante?.
Nella veemenza passionevole, soffiata a bocca, distillo il cuore dall?utilità cruda di una realtà bennata; l?orecchi eccitabili denigrano quest?assurda ed incoerente realtà.

Qualità e verità. Realtà e utile. Quale accoppiamento prescinde dalla banalità del vivere?

Quanta morigerata pochezza, quando il pensiero espone il ?sapiente? detto: ?Apri gli occhi e guarda il volto della realtà.? In punte di morte, l?epitaffio mio dissentirà ?Liba le pupille della verità; e commisura la saggezza, che vi erompe, col brusio sommesso della masnada delle realtà che ti circonda. Mai ti compiacerai di tanta strada! ?

E Poi Vienimi A Dire Che Questo Amore Non E?grande Come Tutto Il Cielo Sopra..

13 Settembre 2006 Commenti chiusi


E Poi Vienimi A Dire Che Questo Amore Non E?grande Come Tutto Il Cielo Sopra Di Noi

Non è per me un dolce amabile cappietto
che risponde a ogni domanda che mi pongo
mentre ti guardo noto
che il tuo equilibrio cade in fondo
ad un nero caffè
che fingi di dovere
bere in fretta prima che
io ti riveli che ti ho dentro
come un fuoco che odio
ma che non spengo
ma quanto amore dai?

Decentri tutto il bene che vorrei allontanare
A tratti percepire
Perché sei così bella che senza di te
È naturale volere morire
Poter morire per un istante appena
Per poi guardare quel cielo
A tratti finto e a tratti vero in cui
In cui ti vedo ruotare
Ma in un?orbita indefinita
Che mi confonde poi,
la matematica contata su cinque dita

Non è per me un dolce e amabile quadretto
Che può rinnovare o rinnovarci
Ma quello che occorre e che serve è amore

(Moltheni)

Pensiero narciso

12 Settembre 2006 Commenti chiusi

“Che disgrazia l’ingegno”
(Aleksandr Sergeevic Griboedov)

Massa Candida

11 Settembre 2006 Commenti chiusi


Sporco, il sorriso dell?eccelso.
Schiuso dal Giano che,
nell?opinabile scelta,
leva a conclusione
un bisbiglio di bocca.

Come se la devozione fosse,
nella varietà d?un campionario,
risposta -brulicare negletto-
sull?occhieggiar dal volgo
l?intimità perduta.

L?amore: come la voce che serpeggia fra gli scalini di Babele, lungo la torre!

6 Settembre 2006 1 commento


Quel manto di pelle adagiato sulla schiena nuda, liscia, cerea con aristocratica rifulgenza che valica sensazione come fiotti di riverberi emuli di perle che scivolano; un palpitare ondeggiato.
Strepitio di pelle che urla agli occhi la presenza con candore supino; ammaliante fascino che sazia l?immaginazione vestendola dell?abito sacrale, calzato nei battiti dell?assenza.

Sentirsi smarriti nel sussurro d?odori che la nudità, cosi limpidamente sobria, concede; non sottomessa al volere di un amor proprio, bensì, innalzata come lauta ricompensa di preghiere tacitamente succinte. Un salmodiare di carni imbevute fra quei sospiri sibilati -da bocca che suona el corpo che li riecheggia.
Nessun gesto vi sarà dipinto cosi affabile delle mani che anelano capelli, o dita, mentre lottano nel trattene un corpo che scivola violentando la realtà.

Non eravamo li per caso?la notte era sposa e tu anello della nivea promessa.
Il letto si rimestava fra l?etica delle parole divenute prorompenti sotto l?orlo carezzevole delle nostre due bocche vocianti al pertinace fregare, con erotismo verbale, contro la scorza del nostro dire.
La pelle avvolge l?alma, come manto adorno di fugaci arabeschi salmastri che attraversano saliscendi e percorrono vicoli affollati da una masnada di profumi.
La caligine, che empiva le ciglia, aleggiava gia nell?aria ma non sul brincio che spoglio la carne del tuo sorriso..

Poco meno di un pensiero

6 Settembre 2006 Commenti chiusi


La realtà è una ruota schiacciata sotto la forza d’un pendio.
La gravità palesa la sua presenza, mentre, col raggio, circola tutt’attorno l’equidistante indifferenza porta alla suscettibilità del nostro vorticare; cosa direste se affermassi che stiamo cadendo ruzzoloni?