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Archivio Novembre 2006

Ieri: sapor di oggi

30 Novembre 2006 Commenti chiusi

Ieri giorno di assassinii passionevoli.
Il sapor ferrigno che s?asconde negli anfratti, fra i vuoti ombrosi dei denti. Il pezzo ?come lo chiamavamo in borgata- fa risentire la sua potenza ghiaccia, in quella folgore procellosa.
Oggi è giorno di nascita.

NN

27 Novembre 2006 1 commento


Candele stendono un lume sull?evidenza sinuosa della schiena; inarcata, è pronta a cogliere l?infuso grondante come succo, dalla bocca.
Su quella schiena ho intavolato i discorsi che solo la notte sa svezzare; racconti di una fantasia sogghignante; scambi d?amenità con la realtà[..] ed io morivo color d?ebano.

Odio le coperte semplici

24 Novembre 2006 Commenti chiusi

Odio l?arroganza del tempo; quel suo rubare calore che intinge il letto. Mi sbarra la strada verso il sentiero della pace supina. Rimaner svegli nel sonno..
La notte passata s?era tramutata nel giorno delle mie nevrosi che folgoravano il pensar quieto.
L?amore che rende cheta l?armonia del corpo con l?aria, è sobillato dall?opacità d?un corpo che, sulla bilancia delle donazioni, non posa sulla gravita a me prossima[..] e defeziona l?amor proprio.

Straccio le coperte; arnese affilato in mano posato sulla testa; e via anche il tepore dei capelli.
Questa notte ho amato la fisicità della mia nuca, ora liscia, levigata da tagli amorevoli. Chi sa se la pelle ora traspare il mio disagio? Forse questa è una delle forme veraci del tempo.

Ora le parole sono semplici; perché elementare è la violenza che si ciba nella mia cecità, come farebbe d?un pasto frugale.

?Il giorno nasce stanco, quando il mondo che ritrovi è quello che hai lasciato? (Emidio ‘Mimì’ Clementi)

Uligine Funebre

22 Novembre 2006 Commenti chiusi


Al di là della luce, il Nazzareno sussurrava folgori, soffici; un candore sperso in una plenitudine che traboccava l?aria. Sul molle ?noi puri e candidi o un po’ colpevoli? sedetti.
Rasente, il fumo di sigaretta, vampe indifferenti alla frode di lacrime d?amor corrotto. Le guance avvilite dal sale, il cuore confuso disperava fra la confusione di due specchi; rifulgente, nel primo, la gemmea grezza passione del ventre; e dal petto diafana la cinghia indossata da due vite, al secondo schioccar di luce.
Una respiro amico, sulle mani umide del rimorso (non mancare a te stessa[..]).
Le doglie del suicidio, stringono le fauci del folle sapere attorno le parole di muta capacità di giungere a consapevolezza (la realtà è falsa, le verità che la compongono cangiano di battito[..]).

Bambina, i balocchi che la vita prodiga, son efferati trasulli; ma sappi che lo sconosciuto che fuma e s?appresa al veleno del tuo strazio, subodora l?acre del tuo domani, fingendolo un poco anche come suo compagno (nell?iride v?è fresco l?orgasmo sincero[..]).

La Lira Di Narciso

22 Novembre 2006 Commenti chiusi

Un anno di
narcisi e solitudine
specchiandomi
nella mia finitudine,

sporgendomi
su quella viva fissità
che ad ogni respiro moriva un po’
in concentriche

delucidazioni
e fuggevoli illuminazioni.

E in essa tu,
ninfea di bianco fascino,
che aprendoti
sul lago delle vanità

ti apristi a me, perduto in
una sola immagine
vibrante ad ogni sospiro.
E bella e fragile.

Ci guardammo e ci ascoltammo:
silenzi e parole a corredo fecondo del testo della seduzione
e il suono segreto delle brame a musicare la scena.
Poi finalmente un dì ti presi fra le mani
e le tue foglie si adagiarono sui miei palmi
ma il soffio della vita e il suo schiaffo ti fecero presto volare via

Ed ora, qui,
nessun profumo sa di te.
Non ci sei più.
Nell’acqua ciò che è intorno a me
si specchia con me
riflesso in un’immagine
che si anima di quello che anima me.

Resterò qui
un anno, un altro… e quanti più…
specchiandomi
ovunque dove eri tu.
E intorno a me
narcisi e quietudine
e tutto ciò che si anima di quello che anima me.

(C. Godano – Marlen K.)

Annunciazione annunciazione

21 Novembre 2006 Commenti chiusi

Stasera Marlen K.

Spirale

21 Novembre 2006 1 commento


La passione c?è, ed è lo spirito.
Sogno venere di pietra, nel più elevato ambire di stuprarne l?anima, che non sia più la mia. Fotterla in un coito; iperbole della mente che adagia il canto fra le porosità d?un seno, fra le molature lisce, nel passaggio polito delle gambe, camminare d?occhi; e su, in serica lanugine, graffiarsi le dita con squarci del piacere implorante.

Sapone

20 Novembre 2006 Commenti chiusi

Sapone educa acini a forbire la mente commossa in lubriche passioni.
Chicchi che ingrassano la magnificazione del passo ubriaco.
Barcolla, inciampa su parole convulse d?una prosa lavata del sangue.
La melma reale è del tatto!

Ripensamento nell’atto masturbatorio

17 Novembre 2006 4 commenti


A coloro cui la vanità di scalare un?altura, d?inerpicarsi attorno la vetta, vedonci, come unico soddisfacimento a cui si puole ambire, il guatare l?orizzonte conquistato sotto i propri piedi; a tali che non si lasciano circonfondere dalla chioma del vento, e non scorgono negli occhi chiusi del sole la bruma passionevole dell?intemperanza; a tutti questi figuro la mia indecisione per quale pendio discendere la vetta.

Sovente, la mia fantasia s?oblia fra i profumi ferini che quei declivi, simili a seni disinvolti dei colli, emanano; e nell?aspergere il rorido mantello, coprono di voglie il perdersi nei sodi frutti, polposi, d?una maternità corroborante. Approssimarsi alla tana dei misteri, blandirne i contorni e lusingarmi dell?echeggiare interno dei mie umidi sospiri, sino a disperdere l?ambascia del ruzzolare serotino nella mostra che la vallata vanta ai valichi, fra due liste fiorenti di pelle appena appena carezzate dal fremito dell?aria. L?occhio assapora, e la bocca assetata ristora nel suo riposo.

Altresì, il pendio più scosceso, e di perigliosa prosperità viene ad oggetto del mio cammino: cioè la parte che il sole nasconde al suo albeggiare, truccandolo con le verità della fede.
La parte dove la tema del vento v?è più prossima; ma il coraggio s?indurisce proseguendo il suo sentiero fra le vertebre rocciose. Bacio con i piedi ogni loro asprezza, ne firmo il passaggio di bava e fatica. Nel breve attimo, scovo nel turgore a tergo dell?ansimare, riposo.
Il mio corso più rapido mi capitombola, col muso alla santità del terreno, tra la secca e la frale sorgente, di già; con risolutezza chino la montagna dei desideri, alla concupiscenza del parlar muto!

Coadiuvante del pensiero serale: come si può esigere il tutto all?effimero nulla?

Vincent Gallo Blues

17 Novembre 2006 1 commento


Vai non ti voltare e vai
Va via, l?ultimo tram
Noi come in un vecchio film
So già che finirà
E poi Roma non dorme mai
Per chi, come me, vive nel blu
E c?è un vecchio amico che
Dirà, come va, come ti va
Come un vecchio blues
Ecco come va
Vincent Gallo Blues
Ecco come va
Da qui sembra sorridere
Dei nostri pensieri l?antica città
Ed io tra i resti immagino
Di noi, di schiavi e di re
Suona un vecchio blues
Suonalo per me
Vincent Gallo Blues
Suonalo per me

(Timoria)