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Archivio Febbraio 2007

Palma Sordida

21 Febbraio 2007 2 commenti

Vestito che fu l?uomo, ravvivo la chioma vaporosa; imbellettò di merli e falde le debolezze, nell?animo.
Vagheggia con marsina ipocrisia, svolazzante nella sua socialità; allorché, stringe cordiale, la mano allo sprezzo della natura, libelli d?agonizzanti contingenze e tramortite speranze.
Dell?amore opinabile con cui si maschera quando vuol pavoneggiar passione, mesta e caduca nella sua estemporanea ridondanza. Una tal risonanza che appare melodiosa e cordiale, mentre tradisce l?impaccio pian piano districatosi fra le corde e rintocchi della sua vita.
Quanta intemperanza sbava l?animale che abiura passionevole e il sensuale, s?inginocchia e santifica a congeniale la parte reale magnificata da un esagerazione della propria fantasia.
Null?altro, se non mi schermissi alla gestualità delle vostre convenienze[..]

Passioni lodevoli non possono eludere l?esecrazione!

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Agosto

20 Febbraio 2007 Commenti chiusi

Esiziale, l’assenza diaccio, brucia di ardente nostalgia.
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Ecco!

16 Febbraio 2007 3 commenti

Fisime: puttanelle di vita

13 Febbraio 2007 Commenti chiusi

Al tramestio di corpi, ?Il suo scalpiccio è sì ardente,? sembra vociare l?equilibrata ipocrisia. Vibra la membrana, organo pulsante ed affabile sul balocco sogno, su cui s?assopisce la bramosia di deprecar sentenze; come se, nell?intimo circolo, fosse prammatica, l?usanza di tirar baci sull?ineffabile pelle di questa matrona verità.
Indissolubile, voi siete, Ipocrisia, al nodo d?enigma inestricabile ch?è l?uomo; vi è un gran dire, or quando l?esserino omaggia i suoi consimili -esserini pur loro, sbuffando bolle d?aria infiocchettate col nome tuo: ?Che ipocrita!?. Quantunque gli piaccia la parola nel suo arlecchinesco tingersi in lingua, la monomania del besso rimane inalterata: ?Che sciocco!?
Gallonarti il colletto di realtà, solo ora ti rimane da fare: accingiti e sforna questa nuova favola, ma bada da ritrar la mano prima che sozzi di bruciature la crosta; cotesto è pane di vita corroborante, è veneficio ch?intorbida l?esattezza; celere!, vela l?infornata con manti di dolcezza amabile; se scoprissero ciò ch?è riposto nel fondo, sarebbe tegola su pensieri maldestri.

Cocci di Candore

6 Febbraio 2007 3 commenti


[..], e in lieve gonfiano le vele; un pensiero soffice, leggero e puro blandisce una distesa di mare -siero di latte, cui le dita vespertine si portano purpuree alle mammelle dell?orizzonte. Una suzione lungo cinque caduche giornate. Cinque morti che la luna piange e lamenta con vermiglio livore, alla bianca omicida.

Carne e fragole, perle e sangue.
Odori: riganti confini di profilo, su la pelle; confini immaginifici da cui l?esamine sospiro ?denso, si lacera e corrobora le fenditure, fra maglie e fitte pieghe.
Colore: tiepida bava, desiosa cela il piglio che in tralice tremula ascende; dai passi pavidi sin allo sguardo severo.
Aria: drappeggio d?ebro ombreggiare di tra le forme del divenire impasto di corpi come viso e prato e anelito.
Viso-prato: aliti di fluorescenze lucivaghe si legano; a mani giunte amoreggiano fede del flebile lucore che stilla dal cuore irideo.
Tensa d?ebano, è come chioma e carne di fragole e sangue di perle, che cammina su strade divelte all?arsura di maggio.

Che ne sarà, se non bevo il respiro dalla sua carne? Se qui, fede fra germi entranti da sbadigli dall?echeggiare metallico? ?d?ambra o ceralacca, con verbi o chiassosa pelle, saranno gli incensi del bacio?

Serpeggia sul latteo colle, e si spiega con docile incedere, il fluire del pudico sentiero. Segnato è da brevi dimore, dove il requie riposare tingensi rosso e labbra, che nell?abbraccio divengono croci di baci immolati -sacrificati al respiro; ed ancora inchiodati all?ambascia passionevole di una realtà che evapora alle esalazioni d?una compiacenza sensuale, trasognata.

Infine il vespro tramortisce e prega il cielo: tersa pelle traboccante di stelle e strascichi di sudore ?: l?elegante mise! La mia curiosità carica di puerile veggenza, vi fissa l?ancora per rimaner così, seduta sul guado a rimirare questa proda celeste che deflagra in effluvi melati.

Piange miele e polisce l?anima affogata nell?erto vivere, questa tua presenza, nel mentre porge la mano; benedice, ora, l?orecchi assolti da ogni peccato ed immonda verità; ora, pronti ad annusare nuove parole, parole attese.

E? questo che intendo per redenzione, si!
Il cielo squarcia il sorriso..

Dedica: leggendo d’un amico lontano, fra mare-destino

3 Febbraio 2007 4 commenti

[..] -l’anima che è, e che si immerge nel divenire; l’anima che ha, e che vuole gettarsi nel volere e nel desiderio: -che fugge se stessa, raggiungendosi nell’orbita più vasta; l’anima più saggia, cui la follia parla più suadente di tutto: -la più capace di amare se stessa, in cui tutte le cose hanno il loro corso e ricorso, flusso e riflusso: -come potrebbe l’anima più elevata non nutrire i peggiori parassiti?

.A Simone.

(F.N. Marzo 1884)